Monithon – La maratona del monitoraggio civico

Autore: 

Ylenia Cafaro

Categoria: 

BlogLifestyle

Quanto sei digital: 

Digital Addicted
logo-monithon

In occasione dell’Open Data Day del 22 febbraio, giornata internazionale dedicata ai dati liberamente accessibili, molte città italiane hanno visto entrare in azione i monithorer, gruppi spontanei di cittadini impegnati in una maratona di monitoraggio civico. L’idea, promossa da Monithon, ha offerto a ciascuno di noi la possibilità di verificare l’andamento dei progetti finanziati con fondi pubblici nazionali e comunitari.

logo-monithon

Cos’è esattamente Monithon? Monithon (monitoring marathon) è un’iniziativa indipendente di monitoraggio civico dei progetti finanziati dalle politiche di coesione in Italia (quelle che impiegano risorse pubbliche, europee e nazionali per abbattere le differenze di sviluppo tra i diversi territori del nostro Paese).
Si basa sulla disponibilità delle informazioni relative a questi progetti pubblicate sul portale governativo Open Coesione e ha come mission promuovere l’utilizzo degli open data e la raccolta di feedback da parte degli utenti, per favorire il controllo civico delle politiche pubbliche e una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza.

Qualsiasi cittadino ha diritto di diventare un monithorer e fare la sua passeggiata di monitoraggio civico, ossia una visita diretta a un progetto finanziato per svolgere attività autonome di controllo e verifica a partire dai dati e dalle informazioni disponibili in formato aperto. Ciascuno di noi può quindi raccogliere informazioni e dare suggerimenti sull’attuazione delle politiche alle amministrazioni. I progetti da monitorare sono moltissimi e toccano diverse tematiche, tra cui istruzione, ricerca, agenda digitale, energia, inclusione sociale, cultura, turismo, ambiente, trasporti.

museo-egizio-torino

Tra la numerose passeggiate di monitoraggio, quella di Torino. Organizzata dal gruppo Monithon Piemonte, costituito da @urukwavu, @ire_rete, Paola Chiesa e Alba Garavet, e con il supporto promozionale di Europe Direct, la visita si è svolta presso il Museo Egizio, dove è in atto un intervento di rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza.
“Un progetto molto complesso e molto bello”, ci dice @urukwavu. “Stanno ultimando i lavori di creazione del ‘contenitore’ e il prossimo anno partiranno i lavori sugli allestimenti. Sarà realizzato un museo rinnovato, più ampio, che permetterà di ospitare una gran parte di un’immensa collezione”.

L’attività di monitoraggio, che ha coinvolto un buon numero di partecipanti, è stata preceduta da un incontro preparatorio, in cui si è parlato delle politiche pubbliche e si è organizzata la visita diretta al museo. Il giorno della maratona, il gruppo ha incontrato i responsabili dei lavori, che hanno spiegato l’andamento e i costi del progetto in atto, prima di effettuare una visita al Museo Egizio.

A spingere gli organizzatori della cellula torinese di Monithon ad aderire alla maratona sono stati due aspetti: “Monithon è innazitutto uno strumento per permettere ai cittadini di vedere cosa si realizza con le risorse comunitarie. Spesso l’Europa è raccontata solo attraverso parlamentari, direttive e imposizioni, mentre questa è un’occasione per conoscerla dal punto di vista dei progetti che riguardano il nostro territorio. I cittadini scoprono quali interventi esistono e anche i tempi che ci vogliono per portarli a termine.

Tutto questo crea trasparenza e permette di capire e di creare una cultura civica. In secondo luogo, Monithon è anche un modo per riappropriarsi di queste opere, pagate con le nostre tasse. Nel momento in cui ti fai raccontare questi progetti, torni a riappropriartene. Torni a casa con l’idea che il Museo Egizio è tuo.”

A rendere Monithon ancora più stimolante è stata la sua “estrema leggerezza” dal punto di vista dell’organizzazione, spiega @urukwavu: “Le visite di monitoraggio sono portate avanti da gruppi spontanei di persone, senza perdersi in lungaggini, con l’obiettivo di fare qualcosa di concreto prima ancora di dire chi si è”.

Tra i diversi progetti a disposizione, la scelta di monitorare un progetto culturale è stata mossa dalla voglia di sfatare miti purtroppo difficili da abbattere: “Spesso si vede nella cultura un costo e non un investimento, mentre abbiamo un patrimonio culturale immenso, che può generare occupazione e creare coesione sociale. Noi non andiamo a vedere come quei soldi sono spesi, ma come sono investiti. Se questi milioni sono investiti bene, torneranno altrettanti milioni da parte dei visitatori, che dopo essere stati al Museo Egizio andranno in albergo a dormire, al ristorante a mangiare. Cultura e turismo sono settori trasversali che portano lavoro a molti altri settori, dalla ristorazione, ai trasporti, ai giornali, ai libri.”

E dopo la visita di monitoraggio cosa succede? L’esperienza si conclude con la pubblicazione di un report sul portale Monithon.it, insieme a commenti, foto e video. Il report nasce dalle riflessioni e dagli scambi tra i diversi partecipanti del gruppo, dove ognuno apporta un contributo in base alle sue esperienze e competenze: “L’intento non è portare avanti delle visite in forma individuale, in cui una persona riporta solo la sua personale riflessione, ma delle visite di gruppo che permettano di condividere opinioni e riflessioni. Il miglior monitoraggio civico è il frutto di un’esperienza sociale con altre persone che hanno un’esperienza diversa dalla tua.”
I destinatari finali del report di monitoraggio sono le amministrazioni, che in base alle visite condotte dai cittadini possono agire sull’attuazione e sulla programmazione delle politiche pubbliche.

Per ricostruire la giornata di monitoraggio civico del 22 febbraio si può seguire su Twitter l’hashtag #monithon (e #museoegizio per approfondire il caso specifico di Torino).
Tutti i progetti da monitorare sono invece disponibili sul sito Open Coesione e i report di monitoraggio già inviati sul portale Monithon.